La nanomedicina apre un nuovo mondo nella diagnosi precoce contro i tumori, dove insegna la Fisica delle nano strutture, la capacità di lavorare sulla stessa scala alla quale la natura costruisce atomi e molecole. Si possono così creare molecole artificiali e nano strutture alle quali possiamo conferire le proprietà desiderate a seconda del nostro scopo». Un esempio, già realtà per alcune forme di cancro, è la ricerca attraverso le analisi del sangue dei marcatori genetici che permettono di scoprire la presenza di un tumore. «Oggi serve un vero e proprio laboratorio per analizzare i campioni biologici – dice Beltram -, ma stiamo lavorando per realizzare le stesse funzioni in versione microscopica, in modo tale che le analisi possano essere fatte su volumi molto piccoli e in modo automatizzato, anche in casa». E poi si punta alla rivoluzione degli screening. Oggi sottoporre tutta la popolazione sana a un esame diagnostico è spesso troppo difficile e costoso, senza contare che il metodo più usato è quello dell’imaging che permette di vedere il tumore quando è ancora piccolissimo. Ma quante persone in più potrebbero guarire dal cancro se noi fossimo capaci d’intercettare la malattia prima che ci sia un «nodulo», quando cioè esistono solo delle cellule malate circolanti nel sangue?

Certo, è come cercare l’ago in un pagliaio, ma strumenti ultrapiccoli programmati con i giusti «sensori» possono farcela. Anzi, possono fare di più: «La nanotecnologia ci porta al progetto e alla realizzazione di sonde che potranno essere utilizzate per una medicina preventiva ad altissima risoluzione. Potremo stanare e curare le patologie in uno stadio precocissimo. Restando sul tema del cancro, potremo individuare e trattare le prime cellule tumorali, prima che si manifesti alcun sintomo o che si formino quegli ammassi che oggi riusciamo identificare e spesso corrispondono a uno stadio molto avanzato della patologia. È pensabile che potremo anche sottoporre di routine tutta la popolazione a questi screening grazie alla loro bassissima tossicità».

 

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