il futuro è all’ insegna della lotta al tumore, una guerra che  deve passare proprio dalle minuscole misure nano,  il nostro nemico, il cancro, è molto astuto: le cellule cancerose, infatti, sono più “forti” di quelle sane, sono spesso impermeabili e sono capaci non solo di moltiplicarsi, ma anche di acquisire modi per resistere agli attacchi delle cure. Motivo per cui spesso accade che una terapia dopo un po’ non faccia più effetto.

 Per aggirare questo ostacolo la medicina si è inventata l’oncofisica del trasporto, ovvero la scienza che studia come il cancro si difende dagli attacchi esterni.

 Con le  conoscenze che ne derivano si sta creando dei trasportatori chiamati nano vettori efficaci  che sappiano  superare le linee nemiche  e restarci il tempo necessario per sganciare le cosi dette bombe, radiazioni o farmaci che siano. Come in una guerra ci sono ulteriori difficoltà da superare,  dal momento che  le barriere che il cancro crea per difendersi dagli assalti esterni sono tante, diverse e mutevoli, bisogna armarsi di trasportatori differenti a seconda delle situazioni.

In  futuro i  laboratori di ricerca stanno studiando dei vettori multi stadio che per ora hanno dato risultati promettenti. L’obiettivo è trovare e colpire le metastasi e per farlo dobbiamo usare aerei, sommergibili, navi, truppe di terra, seguendo il principio usato dalla Nasa per atterrare sulla luna: servono diversi componenti per le diverse parti del viaggio. In pratica è una semplice iniezione endovena di un farmaco diluito, ma la medicina è composta da vari “pezzi”: la portaerei atterra sui vasi sanguigni vicini al tumore, sgancia aerei “intelligenti” che penetrano nei vasi e riconoscono le cellule malate, lanciando a loro volta le bombe solo su queste ultime». In fase avanzata di sperimentazione ci sono anche delle nanoghiandole, piccole capsule da impiantare sottopelle e controllabili a distanza, che imitano l’attività delle ghiandole naturalmente presenti nel corpo umano. Così come quelle endocrine, ad esempio la tiroide, producono ormoni, le nanoghiandole rilasciano quantità minime di farmaci, anche per molti mesi, diluendo la dose (e anche gli effetti collaterali) nel tempo.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *