Attivisti di Greenpeace hanno protestato a Milano contro la Banca Intesa Sanpaolo per fermare i finanziamenti ai combustibili fossili, evidenziando la pericolosità di nuovi piani di sfruttamento del carbone.

“Basta soldi al carbone – L’Australia brucia”, questo lo slogan con cui gli attivisti di Greenpeace si sono presentati davanti alla sede di Intesa Sanpaolo per denunciare i finanziamenti della banca sui combustibili fossili, uno tra questi il progetto Carmichael, che ha come obiettivo quello di sfruttare il giacimento minerario Galilee in Australia.

“In un periodo così delicato, gli investimenti degli istituti finanziari giocano un ruolo fondamentale nell’accelerare o contrastare la crisi climatica, e Intesa Sanpaolo al momento si trova decisamente dalla parte sbagliata della barricata. L’istituto finanziario italiano dichiara investimenti nelle fonti verdi, ma al contempo continua a finanziare carbone, gas e petrolio, primi colpevoli dell’attuale crisi climatica. Chiediamo al gruppo torinese di chiudere con quelle aziende, come Adani, che stanno mettendo a rischio il nostro stesso Pianeta”, ha affermato Luca Iacoboni, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace Italia.

Uno dei progetti contro i quali manifestano gli attivisti di Greenpaece è quello portato avanti dalla multinazionale indiana Adani in Australia, il piano Carmichael. Questo progetto, che ha come scopo lo sfruttamento del giacimento minerario Galilee Basin, nel Queensland australiano, costituisce secondo Greenpeace una bomba climatica, visti i recenti episodi di incendi che hanno devastato il Paese, poiché diventerebbe la più grande miniera di carbone a cielo aperto in Australia. Adani vorrebbe estrarre 60 milioni di tonnellate di carbone all’anno per sessant’anni: una volta bruciato, questo carbone provocherebbe il rilascio nell’atmosfera di 4,6 miliardi di tonnellate di CO2. Oltre agli impatti sul clima, la miniera minaccia inoltre di danneggiare ulteriormente la Grande Barriera Corallina.

Secondo quanto riportato dalle ricerche di Urgewald e Re:Common basate sulla Global Coal Exit List, diffuse da Greenpeace, Intesa Sanpaolo risulta essere una dei principali finanziatori (decimo al mondo) di questi progetti per lo sviluppo dei combustibili fossili, con un finanziamento di 78 milioni di euro.

tratto da: https://it.sputniknews.com/italia/202002188746456-a-milano-protesta-di-greenpeace-contro-intesa-sanpaolo-stop-a-finanziamenti-sul-carbone/

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