Oggi si è verificato il secondo calo più pronunciato di sempre della difficulty del mining di Bitcoin. Si è passati da 16,55 T a 13,91 T, con un calo di quasi il 16%. Era da metà gennaio 2020 che la difficulty non era così bassa.

Si tratta del secondo calo più pronunciato di sempre, dietro quello di ottobre 2011, ma davanti a quello di dicembre 2018, dovuto ad un altro crollo del prezzo.

Rimane comunque ad un livello più elevato di quanto non sia mai stata fino al 2019, inferiore solamente ai picchi di inizio 2020, ed è dovuta ad un calo significativo dell’hashrate.

Infatti, dopo il record massimo di sempre di inizio marzol’hashrate si è ridotto, tornando ai livelli di fine 2019. Di sicuro questa recente riduzione è conseguenza diretta del crollo del prezzo di BTC, visto che più il prezzo di mercato di bitcoin è basso, meno conviene minarlo.

Inoltre, a circa metà maggio ci sarà l’halving, ovvero il dimezzamento del premio per i miner di bitcoin, pertanto è possibile che alcuni miner che probabilmente avevano già deciso di smettere di minare, magari temporaneamente, abbiano anticipato la sospensione a causa del calo del prezzo.

La variazione della difficulty serve a mantenere più o meno attorno ai 10 minuti il tempo medio necessario a minare un blocco, pertanto quando l’hashrate si riduce è inevitabile che anche la difficulty si riduca. 

Questo calo è la diretta ed inevitabile conseguenza del calo dell’hashrate, a sua volta causato dal calo del prezzo di BTC e forse anche dall’imminente dimezzamento del premio per i miner.

Ora, con una difficulty ridotta, sarà più facile per i miner che ancora stanno minando riuscire a convalidare i blocchi ricevendo il premio da 12,5 BTC per ogni blocco minato e questo fa sì che il mining rimanga profittevole anche in caso di calo del valore di bitcoin.

Ovviamente, tutto ciò però comporta anche la sospensione dell’attività di mining per alcuni miner, ma più miner smettono di minare, più si riduce l’hashrate, più si riduce la difficulty, e meno costoso diventa minare per chi invece continua a farlo.

Il sistema pertanto è in equilibrio dinamico, tanto che la variazione di hashrate e di difficulty non incidono sulle performance della rete, se non sul brevissimo periodo.

Tratto da :https://cryptonomist.ch/2020/03/26/bitcoin-crolla-difficulty-mining/

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