In un recente tweet Gavin Andresen ha dichiarato che Bitcoin potrebbe essere stato “dirottato” da Blockstream. 

Andresen iniziò ad occuparsi di Bitcoin nel 2010 ed è stato lo sviluppatore principale del software client Bitcoin Core dopo la scomparsa di Satoshi Nakamoto. Nel 2012 fondò la Bitcoin Foundation e qualcuno ha anche ipotizzato che sia proprio lui a nascondersi dietro la falsa identità di Satoshi.

Tuttavia, da febbraio 2016 ha cessato di contribuire allo sviluppo di Bitcoin Core ed è contrario alla decisione di non aumentare la capacità dei blocchi. Dal 2017 si dedica al progetto Bitcoin Cash, sostenendo che sia la continuazione del progetto a cui si era dedicato fin dal 2010.

Qualche giorno fa il Chief Strategy Officer di HRF, Alex Gladstein, ha condiviso e commentato in modo molto critico un tweet di Andresen in cui Gavin sosteneva di essere fiero di non avere un full-node di Bitcoin.

Bitcoin vs Bitcoin Cash

Infatti, sostenitori di Bitcoin (BTC) e quelli di Bitcoin Cash (BCH) sono due fazioni divise, spesso in dura opposizione tra di loro, che non concordano sui principi che devono stare alla base di Bitcoin.

In particolare, i sostenitori di BCH sostengono che nel corso degli anni il progetto Bitcoin si sia sempre più discostato da quelli che erano gli obiettivi originali di Satoshi Nakamoto e che sia proprio Bitcoin Cash il vero erede di quel progetto originale.

Invece, i sostenitori di BTC sostengono che BCH sia solo un clone creato per scopi commerciali e che di fatto sia un altro progetto, completamente separato da Bitcoin.

A questa diatriba Andresen con il suo tweet ha aggiunto un tassello, dichiarando:

“Più plausibile: BTC è stato dirottato da una società di nome Blockstream, assumendo sviluppatori chiave e censurando pesantemente le discussioni. Ma non credo a nessuna di queste narrazioni; è triste che la comunità si sia divisa in fazioni dispettose e in guerra”.

Questo tweet infatti risponde ad un’ipotesi lanciata da Gladstein, secondo la quale nel 2017 i miner ed alcune aziende che insieme rappresentavano l’83% dell’hashrate fallirono nel tentativo di dirottare il progetto Bitcoin imponendo il raddoppio della capacità dei blocchi perché non riuscirono a superare il sistema di difesa costituito proprio dai full-node.

Da quel fallimento nacque proprio il progetto Bitcoin Cash, in cui la capacità dei blocchi è stata prima raddoppiata e poi portata ad essere otto volte quella di BTC. Inoltre, nacque anche la profonda rivalità tra i sostenitori del “vecchio” BTC, e quelli del nuovo BCH. 

In risposta al tweet di Gladstein, che sosteneva che quello del 2017 fu un tentativo non riuscito di dirottare Bitcoin, Andresen ha ipotizzato che sarebbe più plausibile secondo lui affermare che, nel corso degli anni, sia stata la società Blockstream ad aver dirottato il progetto Bitcoin. 

Tuttavia, la conclusione del tweet di Andresen, con il rammarico per la vera e propria guerra tra fazioni che si è innescata tra i sostenitori di BTC e quelli di BCH, rende bene l’idea di come questa guerra abbia ormai stufato molte persone, visto che non pare stia portando reali vantaggi a nessuno.

Di sicuro la competizione è utile ed è bene che ci sia, ma quando la competizione si trasforma in guerra, magari anche violenta, cessa di essere utile e tende a diventare solo deleteria.

Tratto da: https://cryptonomist.ch/2020/05/28/gavin-andresen-bitcoin-blockstream/

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